
La tua azienda ha bisogno di una guida operativa. Forse il direttore generale storico è andato in pensione, o stai affrontando una ristrutturazione che richiede competenze che non hai internamente, o ancora devi gestire un progetto critico con scadenze stringenti. La domanda che ti poni è legittima: assumo un direttore generale? Chiamo una società di consulenza? Oppure mi rivolgo a un Temporary Manager?
La risposta non è univoca, ma una cosa è certa: scegliere la figura sbagliata costa caro. E non solo in termini economici.
Tre figure, tre logiche diverse
Partiamo dalle definizioni, perché la confusione terminologica è il primo ostacolo a una scelta consapevole.
Il direttore generale è un dipendente dell’azienda. Riporta all’amministratore delegato o direttamente alla proprietà, coordina i vari responsabili di funzione e traduce le strategie in operatività quotidiana. È una figura permanente, con un contratto a tempo indeterminato, che cresce insieme all’organizzazione e ne conosce ogni sfumatura. Nelle PMI italiane, spesso coincide con l’AD stesso o con un familiare dell’imprenditore.
Il consulente è un professionista esterno, tipicamente ingaggiato attraverso una società di consulenza. Analizza, diagnostica, propone soluzioni e produce report. Il suo deliverable è un documento: una strategia, un piano di riorganizzazione, un’analisi di mercato. Raramente è coinvolto nell’implementazione di ciò che raccomanda.
Il Temporary Manager è un manager operativo a tempo determinato. Entra in azienda, assume responsabilità dirette, prende decisioni, gestisce persone e budget. Il suo deliverable non è un documento, ma un risultato misurabile. Quando l’incarico termina, lascia un’organizzazione trasformata e autonoma.
Il problema dell’implementazione
Ecco il punto critico che molti imprenditori rischiano di scoprire troppo tardi: avere una strategia brillante non significa saperla eseguire.
Secondo una ricerca McKinsey, anche le aziende ad alte prestazioni registrano un gap del 30% tra il potenziale pieno della loro strategia e ciò che viene effettivamente realizzato. Il report viene consegnato, la presentazione al board è impeccabile, ma poi? Poi l’azienda deve implementare con le risorse che ha. Spesso quelle risorse sono già sovraccariche, o non hanno le competenze specifiche, o sono parte del problema che andrebbe risolto.
La differenza tra consulenza e temporary management sta proprio qui: il consulente risponde della qualità dell’analisi, il Temporary Manager risponde dei risultati. Il primo consegna un documento, il secondo lascia un’organizzazione trasformata.
Quando serve un direttore generale
L’assunzione di un direttore generale ha senso in precise circostanze:
- L’azienda ha raggiunto una dimensione che richiede un coordinamento operativo stabile tra le diverse funzioni
- L’imprenditore vuole delegare la gestione quotidiana per concentrarsi sulla strategia e sullo sviluppo
- Esiste un percorso di crescita definito che giustifica un investimento a lungo termine
- La cultura aziendale è sufficientemente matura da accogliere una figura di vertice esterna alla famiglia
Il direttore generale è un investimento strutturale. Il costo annuo varia significativamente in base alla dimensione aziendale, al settore e alla complessità del ruolo, ma comprende sempre retribuzione, contributi, TFR e benefit. Il processo di selezione richiede tempo: tra ricerca, colloqui e inserimento passano facilmente sei-nove mesi prima che la persona sia pienamente operativa.
La criticità principale? Se la scelta si rivela sbagliata, il costo del disallineamento è altissimo. Non solo economico, ma organizzativo e motivazionale.
Quando serve un consulente
La consulenza è lo strumento giusto quando l’azienda ha bisogno di competenze specialistiche per un progetto definito che non richiede responsabilità operative dirette:
- Analisi strategiche: valutazione di nuovi mercati, due diligence per acquisizioni, benchmark competitivi
- Diagnosi organizzative: mappatura dei processi, identificazione delle inefficienze, ridisegno dell’organigramma
- Progetti tecnici specifici: implementazione di sistemi gestionali, certificazioni, compliance normativa
Il consulente eccelle quando il problema è ben definito e la soluzione richiede principalmente analisi e raccomandazioni. Funziona meno bene quando serve qualcuno che metta le mani nell’operatività, gestisca conflitti interni o prenda decisioni impopolari.
Un altro elemento da considerare: il consulente lavora per la sua società, non per te. Questo non significa mancanza di professionalità, ma una struttura di incentivi diversa. Il Temporary Manager, invece, è completamente allineato ai tuoi obiettivi perché la sua reputazione dipende dai risultati che ottiene nel tuo contesto specifico.
Quando serve un Temporary Manager
Il temporary management risponde a esigenze precise che né l’assunzione permanente né la consulenza tradizionale riescono a soddisfare.
Vacanza improvvisa di una posizione chiave. Il CFO si dimette senza preavviso, il direttore commerciale ha un problema di salute, il responsabile operations accetta un’offerta dalla concorrenza. L’azienda non può aspettare mesi per trovare il sostituto ideale. Un Temporary Manager può essere operativo in pochi giorni, garantendo continuità mentre si cerca con calma la soluzione permanente.
Progetti di trasformazione con scadenze stringenti. Ristrutturazioni, turnaround, integrazioni post-acquisizione, passaggi generazionali complessi. Sono situazioni che richiedono competenze che l’azienda non ha internamente, ma anche la capacità di agire, non solo di consigliare.
Necessità di competenze specifiche per un periodo limitato. L’azienda deve internazionalizzarsi ma non ha mai gestito filiali estere. Deve implementare un sistema ERP complesso. Deve riorganizzare la supply chain. Sono progetti che richiedono esperienza maturata in contesti simili, non teoria appresa sui libri.
Situazioni di crisi che richiedono decisioni rapide e impopolari. Tagli, riorganizzazioni, chiusure di linee di prodotto. Un manager interno fatica a prendere decisioni che impattano colleghi con cui lavora da anni. Un consulente può raccomandare, ma non ha l’autorità per agire. Il Temporary Manager può farlo perché è lì esattamente per quello, e perché la sua permanenza temporanea rende più accettabile il suo ruolo.
La matrice decisionale
Per orientare la scelta, considera tre variabili: urgenza, durata prevista dell’esigenza e tipo di output richiesto.
Se l’esigenza è permanente e hai tempo per una selezione accurata, il direttore generale è la scelta naturale. Se hai bisogno di un’analisi o di una strategia senza responsabilità operative, il consulente è appropriato. Se devi agire rapidamente, per un periodo definito, con responsabilità diretta sui risultati, il Temporary Manager è la risposta.
Esiste anche una quarta opzione, spesso la più efficace: la combinazione sequenziale. Il consulente definisce la strategia, il Temporary Manager la implementa, il direttore generale assunto successivamente la porta avanti nel tempo. Questo approccio permette di avere la competenza giusta in ogni fase, senza compromessi.
Il fattore tempo
Un elemento spesso sottovalutato è la velocità di attivazione.
Per assumere un direttore generale servono tipicamente diversi mesi, considerando ricerca, selezione, negoziazione, periodo di preavviso e inserimento. Per ingaggiare una società di consulenza i tempi sono più brevi, ma tra definizione dello scope, kick-off e consegna del primo output passano comunque alcune settimane.
Un Temporary Manager esperto può essere operativo in due settimane. Conosce già il mestiere, ha già affrontato situazioni simili, non ha bisogno di un lungo periodo di formazione. Questa velocità fa la differenza quando l’azienda è in difficoltà o quando una finestra di opportunità rischia di chiudersi.
La questione economica
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il temporary management non è necessariamente più costoso delle alternative.
Il costo giornaliero di un Temporary Manager è superiore a quello equivalente di un dipendente. Ma il Temporary Manager non ha costi di ricerca e selezione, non richiede TFR, non genera contenziosi in caso di separazione, non occupa la posizione quando l’esigenza è terminata.
Rispetto alla consulenza tradizionale, i costi sono spesso comparabili o inferiori, con una differenza sostanziale: il Temporary Manager è una singola persona dedicata al tuo progetto, non un team che ruota tra più clienti. E soprattutto, la sua permanenza è finalizzata a risultati concreti, non a giornate di presenza.
Contract Manager propone mandati tipici, con costi definiti in base alla seniority del manager e alla complessità dell’incarico. La trasparenza sui costi è totale fin dall’inizio.
Come scegliere il Temporary Manager giusto
Se hai deciso che l’interim management è la soluzione appropriata, la qualità della scelta dipende da alcuni fattori critici.
Primo: l’esperienza specifica. Un temporary manager che ha gestito con successo ristrutturazioni aziendali non è automaticamente la persona giusta per guidare una fase di crescita e sviluppo. Cerca qualcuno che abbia già affrontato situazioni analoghe alla tua, preferibilmente nello stesso settore o in settori affini.
Secondo: la disponibilità immediata. I migliori temporary manager sono spesso impegnati. Una società specializzata con un ampio network di profili verificati può fare la differenza tra trovare la persona giusta in una settimana o in tre mesi.
Terzo: il track record verificabile. Chiedi referenze, parla con le aziende dove ha lavorato, verifica i risultati ottenuti. Un temporary manager serio non ha problemi a fornire questi elementi.
Quarto: la compatibilità culturale. Anche un incarico temporaneo richiede la capacità di inserirsi rapidamente nel contesto, di farsi accettare dal team, di comprendere le dinamiche non scritte dell’organizzazione.
Se vuoi approfondire questo particolare aspetto leggi questo articolo dedicato al Temporary Manager che affronta diversi aspetti.
Una scelta che definisce il futuro
La decisione tra direttore generale, consulente e Temporary Manager (talvolta chiamato Interim Manager o Manager a Tempo), non è solo una questione di costi o di competenze. È una scelta che riflette la tua visione dell’azienda e il modo in cui intendi affrontare le sfide che hai davanti.
Se cerchi stabilità e continuità, investi in un direttore generale. Se hai bisogno di analisi e raccomandazioni, chiama un consulente. Se devi agire rapidamente, con responsabilità diretta e risultati misurabili, il temporary management è la risposta che stai cercando.
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