Cosa succede quando un’azienda di successo con 85 milioni di fatturato si prepara all’ingresso in Borsa, ma la sua organizzazione è ancora ancorata al passato?
Questo caso racconta come un intervento di temporary management abbia guidato un’azienda del settore gomma/plastica attraverso una trasformazione profonda: non solo di processi e risultati economici, ma soprattutto di cultura e mentalità.
Il contesto
Azienda italiana del settore gomma/plastica con circa 85 milioni di euro di fatturato, strutturata su 3 aree produttive. Una realtà solida, con impianti tecnologicamente avanzati e performanti, ma con un’organizzazione che necessitava di un salto evolutivo.
L’azienda aveva investito in macchinari innovativi e ad alte prestazioni, ma la gestione operativa e la mentalità organizzativa erano rimaste ancorate a modelli del passato, creando un disallineamento tra potenziale tecnologico e risultati effettivi.
La sfida
In vista dell’ingresso in Borsa, l’azienda doveva raggiungere obiettivi precisi:
→ Impostare una nuova governance per migliorare i risultati economici previsti dal piano industriale
→ Creare un nuovo assetto organizzativo e visivo dell’intera struttura produttiva
→ Allineare le competenze operative alle potenzialità degli impianti moderni
Il vero nodo critico non era tecnologico, ma culturale: come far evolvere le persone insieme agli impianti.
L’intervento
Contract Manager ha inserito Diego Vittorio Buratto come Temporary Manager con focus su operations e lean management per un percorso di 24 mesi.
L’approccio è partito da un’analisi sistematica di tutti i processi produttivi:
→Flussi lavorativi e layout produttivo
→ Dati di fabbricazione, ore di fermo macchina, saturazione linee
→ Gestione guasti e manutenzione
→ Materiali da smaltire e percentuali di scarto
Metodologie applicate
Lean Manufacturing: implementazione di 5S (sistema di organizzazione e pulizia degli spazi di lavoro) e Kaizen (miglioramento continuo attraverso piccoli cambiamenti incrementali) per ottimizzare i processi e coinvolgere attivamente il team
Diagramma a spaghetti: analisi visiva dei percorsi e delle movimentazioni in produzione per identificare inefficienze e ridurre sprechi
Incontri strutturati: cadenza quasi giornaliera con i responsabili di settore per monitoraggio e problem solving rapido
Aree di intervento prioritarie
Capitale circolante: analisi dei flussi di materiali e aree di stoccaggio, con interventi mirati per ridurre giacenze e costi di noleggio mezzi
Fornitori: revisione completa dei contratti con i fornitori di servizi, trasformando il rapporto in un’ottica di partnership
Progetto AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale): gestione strutturata con piani di avanzamento monitorati per rispettare le scadenze normative
I risultati dopo 24 mesi
Risultati economici:
→ +10% EBITA: miglioramento significativo della redditività operativa
→ -15% capitale circolante: ottimizzazione delle scorte e riduzione dei costi finanziari
→ Riduzione costi operativi: tagli significativi su smaltimento rifiuti e noleggio/servizi
Risultati organizzativi e ambientali:
→ Trasformazione visiva della fabbrica: verniciatura, pulizia sistematica e riordinamento delle aree produttive
→ Maggiore consapevolezza operativa: le maestranze hanno acquisito una comprensione più profonda del loro ruolo e impatto sui risultati
→ Nuova cultura del miglioramento continuo: processi Kaizen e 5S integrati nella quotidianità operativa
La lezione chiave
“I risultati economici e ambientali sono determinati anche dagli atteggiamenti delle persone. In questo caso l’evoluzione degli impianti è stata fatta con macchine veramente performanti e innovative, ma alcune persone erano ancora ancorate al passato. Sicuramente è più facile cambiare gli impianti che le menti delle persone.”
Questa riflessione di Diego Buratto sintetizza il cuore della sfida: la tecnologia è solo un mezzo. Il vero cambiamento richiede un’evoluzione delle persone, dei loro metodi di lavoro e della loro mentalità.
In un contesto di cambiamento generazionale, dove impianti moderni convivono con approcci del passato, il ruolo del Temporary Manager diventa cruciale: non solo per implementare nuovi processi, ma per accompagnare le persone attraverso la trasformazione.
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