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Rassegna stampa

Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore
17 Marzo 2003
SOS: ARRIVANO IL BANCHIERE E IL DIRIGENTE

 

"Tra padre e figlio, alla fine deve are ragione l´azienda". Paolo Preti, direttore del "Master piccole imprese" della SDA Bocconi, e´ tassativo: la vera garanzia di continuita´ dell´impresa sta nel processo di delega del ruolo imprenditoriale. "Piu´ l´azienda e´ orientata al cambiamento - consiglia il docente - piu´ il modello gestionale sara´ nuovo, perche´ questo e´ gia´ successo altre volte nella sua storia, con deleghe ai collaboratori, ai responsabili funzionali e ai manager". Esiste comunque un motivo per cui vale la pena di difendere lo stereotipo della conservazione, tipico del modello familiare italiano, ed e´ quello oggi molto attuale dell´etica. "Un caso Enron in Italia non potrebbe capitare - osserva Preti - perche´ l´impresa familiare impone a chi la gestisce un orizzonte temporale a lungo termine e mai cadra´ in mano a manager che vivono la loro permanenza in azienda come un passaggio di carriera, orientando le scelte secondo il proprio interesse personale". Anche nell´impresa familiare (e soprattutto nella fase del passaggio generazionale), pero´, il ruolo dei manager esterni e´ importante. Anche perche´, commenta Preti, se l´imprenditorialita´ non si insegna, "la managerialita´ invece si puo´ apprendere". L´inserimento di un manager a tempo nella direzione dell´impresa familiare per agevolare il cambiamento puo´ essere una soluzione appropriata, perche´ non crea nel clan originario angosce o panico da invasione. "Ci sono figli che hanno doti imprenditoriali - spiega Angelo Vergani, presidente di Contract Manager - e altri che hanno invece attitudini manageriali. Nella nostra esperienza il temporary management, nato come strumento che da´ flessibilita´ alle aziende, agendo in un periodo prefissato che va dai sei ai 36 mesi, puo´ portare all´impresa familiare le abilita´ di cambiamento che sono necessarie oppure coprire un vuoto che si viene a creare momentaneamente. Il temporary manager gestiscee il problema, crea le premesse della nuova organizzazione cambiandone la struttura e le strategie e portando idee nuove, collabora nella scelta del successore, Poi esce alla data prestabilita". Un´altra figura garante della continuita´ dell´impresa e´ il "banchiere di famiglia". "Abbiamo imprese familiari che sono nostre clienti da cinque generazioni e siamo convinti che il nostro mestiere si fa generando valore nel tempo - rivela Stefano Malferrari, direttore generale della Banca Steinhauslin, la piu´ antica societa´ italiana di private banking, controllata al 100% dal Monte dei Paschi di Siena - , Non ci interessa il rapporto con il singolo individuo: la famiglia e´ la cellula fondante. E non crediamo che l´eccesso di concentrazioni appartenga alla nostra storia, quindi aiutiamo l´impresa familiare". Come deve agire il vero banchiere di famiglia? "Deve avere - risponde Malferrari - la capacita´ di dialogare e di ascoltare, generare fiducia reciproca, creare valore guadagnando insieme a loro e non su di loro, consigliando il comportamento piu´ corretto sul mercato. C´e´ una sfida culturale alla base del rapporto tra banca e impresa familiare, ed e´ la sintonia dei valori.

 

Rosanna Santonocito

 

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settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.