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Rassegna stampa

L'Eco di Bergamo L'Eco di Bergamo
12 Maggio 1999
SEDICI MESI PER RECUPERARE PRODUTTIVITA´ IN AZIENDA
CERAMTEC RISTRUTTURATA DAL DIRIGENTE

 

Snellita, riorganizzata, ottimizzata. La Ceramtec Italia srl di Caravaggio - azienda specializzata nella produzione di ceramiche per uso industriale e tecnologico - esce profondamente rinnovata da una "cura ricostituente" di 16 mesi ai termini dei quali è riuscita a disfarsi di una branca di produzione obsoleta elevando al contempo la propria produttività.
L´operazione - che non è stata indolore, dato che ha comportato anche un taglio occupazionale di 50 addetti - è stata affidata ad un "manager ad interim", Adriano Rizzi, secondo una procedura ormai assai diffusa nei paesi industrialmente più avanzati d´Europa ma ancora poco praticata in Italia.
"In un mercato sempre più competitivo - spiega l´amministratore delegato e direttore generale della Ceramtec, Peter J. Haag - le aziende hanno bisogno della massima flessibilità, di operare seguendo passo passo le richieste del mercato. Tutto questo richiede di lavorare per progetti, ma nessuno può permettersi di assumere un manager, per di più esperto, di cui, raggiunti i risultati desiderati, dovrebbe poi disfarsi. Ecco allora che il ricorso ad un "contract manager" soddisfa questa esigenza".
"Avevamo bisogno - aggiunge Stefano Roglio, responsabile del personale - di dismettere la produzione della porcellana classica, ormai superata da nuovi materiali compositi e dalla vetroresina, decisamente più convenienti. Avevo già sentito parlare di queste nuove tecniche di gestione delle risorse umane e un articolo sulla stampa specializzata mi ha convinto a rivolgermi alla Contract Manager di Milano. La proprietà ha condiviso appieno questa soluzione".
Ma l´operazione del manager "affittato" non ha riguardato soltanto l´eliminazione della linea in questione ma ha coinvolto l´intera organizzazione produttiva.
"Il primo problema da gestire - dice Rizzi - è stato quello del taglio del personale, doloroso ma inevitabile per il salvataggio e il rilancio dell´azienda. Fortunatamente è stato possibile arrivare ad una soluzione in tempi brevi: il mio incarico è iniziato a gennaio ´98 e ad aprile 50 dei 205 addetti dell´azienda hanno accettato la messa in mobilità". Il lavoro successivo è consistito nel completo rifacimento del "lay-out" aziendale, "operato - specifica Rizzi - senza perdere un solo giorno di lavoro". L´operazione fondamentale è stata la trasformazione di una produzione "a catena" in una produzione fondata su "isole" autonome. "Ciò ha permesso - spiega Rizzi - un aumento della produttività del 30%, un migliore utilizzo del personale non coinvolto nella produzione, una riduzione del 5% degli scarti e un calo notevole del magazzino. Il tutto senza investimento di macchinari o di formazione e senza modificare gli orari di lavoro".
Nella sua permanenza in CeramTec Rizzi è servito inoltre come "tutor" per il nuovo direttore della produzione, che ha così potuto "ereditare" una situazione ottimale e priva di tensioni.
L´aumentata produttività ha permesso anche un potenziamento, seppure limitato, della struttura commerciale. "Al momento - avverte però l´amministratore delegato - non è possibile ipotizzare ulteriori assunzioni. Forse con l´avvio di nuove produzioni ma è un discorso futuro".
Adriano Rizzi, 59 anni di Varese, è un self-made manager, che nel gruppo Ignis (ora Whirpool) ha compiuto tutto il ciclo della sua carriera, da operaio a direttore di produzione. Dopo la pensione, la scelta di trasformarsi in "contract manager".





MOTIVI VARI PER AFFITTARE UN MANAGER



A cosa serve un manager in affitto? Risponde Angelo Vergani, amministratore unico di "Contract Manager srl" società milanese che opera in questo settore dal 1989.
"Le esigenze possono essere molteplici - spiega Vergani - ma tutte comunque contraddistinte da una costante: la difficoltà e la complessità di un problema aziendale e l´urgenza di risolverlo".
Si può andare dal decollo di una nuova attività imprenditoriale alla gestione di un momento di crisi: da un improvviso vuoto manageriale alla riorganizzazione di un´area o di un ciclo produttivo; e ancora, dallo sviluppo dell´area commerciale su mercati particolarmente problematici alla rimodulazione dell´area amministrativa.
Tutti compiti che, per diverse ragioni, necessitano di un contributo "esterno" in grado tuttavia di calarsi rapidamente all´interno dell´azienda.
"Un consulente - dice Angelo Vergani - non sarebbe sufficiente; mentre l´indipendenza dalla struttura consente di non essere intralciati da preoccupazioni di carriera o di posto di lavoro e di concentrarsi esclusivamente sull´obiettivo".
Contract Manager opera attualmente in Italia con un team stabile di 20 professionisti e si rivolge prevalentemente ad aziende tra i 30 e gli 800 miliardi di fatturato.

 

settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.