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Settembre 1999
MANAGER DI PRONTO INTERVENTO

 

Contract manager, una delle prime società italiane di temporary management, fa il bilancio della propria attività. L´idea del dirigente in affitto funziona e la domanda di questo servizio è in crescita;



Angelo Vergani spegne le dieci candeline di Contract manager, la società creata alla fine degli anni Ottanta per cavalcare i cambiamenti comportamentali che hanno creato spazi di crescita per la figura del manager in affitto. L´introduzione anche in Italia del lavoro interinale e la massiccia dose di flessibilità richiesta dal mercato hanno facilitato il lavoro a Vergani che, in questi anni, ha contribuito a far crescere una nuova cultura manageriale. E il consulente milanese ha colto l´occasione del decennale per fare un bilancio della propria attività. "Finora abbiamo realizzato oltre cento interventi di temporary management"; racconta Vergani, "principalmente nel Nord Italia. Ciò è dovuto, ovviamente, alla concentrazione dell´attività industriale nell´area settentrionale del Paese ma anche alla particolare fase che le imprese del Nord hanno attraversato nella seconda metà degli anni Novanta". Alla Contract manager si sono rivolte aziende attive in vari settori ma accomunate da una costante: l´emergere di un problema inatteso e l´urgenza di risolverlo. Così ai professionisti che si offrono in affitto ricorrono imprese che devono far decollare una nuova attività o che devono gestire momenti di crisi, che hanno la necessità di riorganizzare il ciclo produttivo o di sviluppare l´area commerciale. Oppurele società che temono di non avere sufficiente dimestichezza nel valutare, nell´immediato, la persona giusta per una determinata posizione. In sostanza il manager in affitto si presenta come la soluzione ottimale per le imprese che necessitano di grande elasticità in determinati progetti e che non possono permettersi il lusso di assumere un dirigente di cui liberarsi una volta portata a termine e la missione. Finora il 61% degli interventi ha comportato l´utilizzo di manager in affitto a livello di direzione generale mentre nei casi rimanenti, se si escludono alcuni progetti di m& a, sono state coinvolte le singole funzioni. Si deve tener presente che l´azienda interessata stabilisce un legame contrattuale diretto con Contract manager mentre quest´ultima, a sua volta, instaura un rapporto col dirigente in affitto con le modalità tipiche del lavoro autonomo. Per l´impresa il costo viene determinato in funzione della durata dell´intervento, della posizione ricoperta e della complessità del caso. "Le tipologie d´intervento hanno riflesso l´andamento economico dell´ultimo decennio", spiega Vergani, "con una concentrazione di casi di ristrutturazione nei primi anni Novanta e di rilancio in quelli successivi". Per quanto riguarda la durata di un intervento di temporary management si va da un minimo di sei mesi, sufficienti per riempire un improvviso vuoto manageriale, fino ai tre anni necessari affinché un direttore generale porti a termine il proprio mandato. Le imprese che hanno utilizzato i servizi del temporary management (Contract manager resta costantemente in contatto con il cliente per tutto il periodo dell´intervento) sono in prevalenza private con una dimensione media del fatturato che oscilla intorno a 100 miliardi di lire e oltre 200 dipendenti. E si tratta di valori che tendono a crescere. Nell´ultimo triennio, infatti, Contract manager ha realizzato incarichi importanti in aziende con un giro d´affari che supera i 300 miliardi di lire e circa 700 addetti.
Ma qual è il profilo manageriale dei manager a tempo? Per esempio, Antonio Nazzari, che con Vergani ha fondato Contract manager, è un ex direttore generale che sognava di chiudere la carriera mettendosi in proprio. "Ma quando si è presentata questa opportunità ho voluto tentare e mi ci sono appassionato. Il senso di libertà personale è molto forte e gratificante e lo avvertiamo anche quando rinunciamo a un incarico perché non riteniamo che vi siano i presupposti per raddrizzare la situazione". A far sperare in un´ulteriore sviluppo di questa attività è, secondo Nazzari, che in dieci anni ha portato a termine sei interventi rinunciando ad altrettanti, la crescente importanza che le aziende familiari conferiscono la campitale di rischio. "Le nuove regole di mercato non rendono più conveniente né facile indebitarsi per alimentare il proprio business. E le banche d´affari chiedono progetti concreti e risultati certi. Così le piccole e medie aziende devono strutturarsi dal punto di vista manageriale e correre come non hanno mai fatto". Adriano Rizzi è, invece, uno specialista degli impianti industriali. Aveva 15 anni quando cominciò a lavorare come operaio alla Ignis, poi passata al gruppo Whirpool. Con tenacia ha scalato tutti i gradini ed è arrivato a essere responsabile di 1500 persone. "A 55 anni ero già in età da pensione ma non avevo nessuna voglia di fermarmi così quando ho saputo del temporary management mi sono buttato", ricorda Rizzi che, di recente, ha risolto brillantemente il caso Ceramtec, azienda di Caravaggio (Bergamo) che, specializzata nella produzione di ceramiche per uso industriale, aveva bisogno di chiudere delle linee basate su tecnologie superate. "Entrai con tutti i poteri di un responsabile di produzione", continua Rizzi, "con l´obiettivo di condurre a termine una ristrutturazione che comportata dolorosi tagli tra il personale. Ed essere un manager esterno all´azienda ha reso meno difficile questo compito consentendo una maggiore obiettività nelle decisioni". Sistemato il caso in 16 mesi Rizzi è tornato in forza alla Contract manager. Annalisa Isoli, responsabile amministrativo dell´azienda di famiglia di Fontanile (Padova), specializzata nell´allestimento dei veicoli industriali con un fatturato di circa 50 miliardi di lire e 120 dipendenti è, invece, cliente della società di Vergani. "Un check aveva evidenziato la necessità di rivedere tempi e metodi della produzione e di adottare un sistema informativo moderno. E così ci siamo rivolti alla Contract manager. E un primo bilancio dell´esperienza, ancora in corso, è positivo", afferma Isoli, "e l´idea in sé mi sembra eccellente. Aziende come le nostra possono trarre vantaggio da un intervento mirato, e a tempo determinato, su obiettivi specifici. Appoggiarsi a un gruppo di specialisti offre, inoltre, la possibilità di scegliere su una rosa di candidati molto ampia. Certo il costo è maggiore rispetto a un´assunzione ma ci sentiamo meno legati. La spesa è, comunque, accettabile se si considera un altro elemento interessante per l´azienda. E cioè quello che vincola il compenso ai risultati che il manager in affitto si impegna a conseguire". Anche Pierluigi Novello, fino a qualche settimana fa direttore generale del Mediocredito Lombardo, apprezza molto il temporary management. "I manager in affitto sanno affrontare con rapidità ed efficacia le situazioni più diverse grazie alla loro articolata esperienza. Il mio ex istituto li ha utilizzati in aziende che aveva finanziato con l´obiettivo di risolvere situazioni critiche e dove era necessario agire con determinazione. Troppe piccole e medie imprese italiane hanno saputo stare sulla cresta dell´onda finché l´economica ha tirato per poi trovarsi in difficoltà con i primi venti di crisi e Contract manager può essere utile proprio in queste occasioni attraverso interventi mirati e limitati nel tempo".

 

maggio 2012
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