Oltre il management
AGOSTINO BONALUMI incontra i manager
Milano, giovedì 15 febbraio 2007 - Sede di Contract Manager srl – Via Caradosso 8
Ma cosa ci fa uno dei più grandi artisti italiani contemporanei nella sede di una delle primarie società di temporary management?Sarà la passione per l’arte astratta del fondatore di Contract Manager? Sarà una lontana ambizione professionale di un grande artista?
In Contract Manager la passione per l’arte è un dato noto, basti ricordare la mostra su Alex Corno organizzata nel 2005 all’Hotel Enterprise e l’acquaforte appositamente realizzata da Sandro Martini per il decennale di Contract Manager nel lontano 1997.
Del manager Agostino Bonalumi ha forse il look, con i suoi abiti di grisaglia londinese, abbinati però a camicie e a cravatte scure... L’incontro con l’artista è stato organizzato grazie al supporto della Gallerie Fumagalli, che ci ha autorizzati a mettere on line nel nostro sito alcune opere significative del Maestro.
Agostino Bonalumi si è intrattenuto con alcuni collaboratori di Contract Manager per un paio d’ore, raccontando il significato della sua arte. E spiegando il processo che porta alla realizzazione di una tela estroflessa. Le sue opere seguono infatti un preciso processo di produzione che si articola in diverse fasi: l’intuizione artistica; la progettazione dell’opera su carta; la realizzazione dei supporti metallici che danno forma alla tela; l’eventuale sovrascultura della tela con altri linguaggi (colore o parole); l’applicazione della tela sul telaio e sopra le strutture metalliche. Un processo ben organizzato che ha tempi di lavoro piuttosto lunghi e qualità realizzative perfette.
Le opere di Bonalumi sono infatti realizzate con una precisione millimetrica, quasi industriale. Ora abbiamo capito perchè! Agostino è un super perfezionista che ama la sua arte profondamente e che abbina alle naturali doti artistiche i principi della fisica, della geometria, della matematica e della costruzione, che sono tipici di altre professioni.
Sarà per questa perfezione realizzativa, sarà per le forme sempre nuove e diverse, sarà per il monocromatismo delle opere, che le opere di Bonalumi affascinano anche gli osservatori meno appassionati di arte contemporanea.
Non ci sono riferimenti a figure, a paesaggi, a persone o a cose. Si tratta di sculture della mente. Immaginari percorsi creativi o ripetitivi di immagini mentali che solo nei sogni possiamo figurare nella nostra mente.
E così, osservando un’opera di Bonalumi, si può rimanere fermi per diversi minuti, restando rapidi dal significato nascosto che ogni opera ci comunica. Osservare un’opera di Bonalumi rilassa esattamente come osservare un etereo panorama di una valle alpina, isolata e silenziosa, immersa nella nebbia mattutina prima che il sole salga dietro ai picchi innevati.
E’ la sensazione quella che conta. E di sensazioni se ne provano molte guardando le sue opere.
Angelo Vergani
Desidero ringraziare particolarmente la Galleria Fumagalli per la collaborazione nell’organizzazione di questo importante incontro.












