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Libri

A parte l'ultimo libro di viaggi di Angelo Vergani, gli altri sono il frutto del lavoro sul campo fatto tramite gli interventi di temporary management dal nostro gruppo di manager.
Essi rappresentano il distillato di cio' che abbiamo sinora imparato facendo.
Il passaggio generazionale è un caso gestito da manager in affitto, dalle società di temporary management ANGELO VERGANI
Imprenditore nato.
Come dare continuità all'azienda di famiglia (II edizione)

Prefazione di Alberto Falck
Milano, Il Sole 24 Ore, 2003 II Edizione

Euro 15,00

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Non è un libro come altri. E’ breve, provocatorio, innovativo. Con i suoi messaggi forti e chiari vuole innescare un cambiamento nella gestione del problema della continuità delle aziende italiane a controllo familiare.
E' dedicato agli imprenditori che hanno figli e che desiderano che la loro azienda continui a prosperare e a portare in giro per il mondo il loro nome. Contemporaneamente è dedicato ai loro figli. A quelli più giovani. A quelli che stanno decidendo il proprio futuro. A quelli che vogliono lottare e prepararsi per affrontare le sfide che li attendono.
Ai padri ed ai figli sono dedicati capitoli brevi, monotematici, arricchiti di esempi evocativi e accompagnati dalle vignette pungenti e brillanti di Alain Denis.
Un libro sempre attuale, un "evergreen" del passaggio generazionale. E' per questo motivo che è stato ripubblicato ampliandolo e aggiornandolo, con la Prefazione di Alberto Falck presidente di Aidaf (Associazione Italiana Aziende Familiari) e con i capitoli di Matteo Sagona Direttore di IAF - Crédit Agricole Indosuez e di Stefano Malferrari Direttore Generale di Banca C. Steinhauslin & C.

E' giunto alla seconda edizione con oltre 11.000 copie vendute.
Dieci anni di attività nel libro sul temporary management in Italia. Manager in affitto è il titolo del libro. F. D'EGIDIO, G. MOLTENI, G. TREGLIA, A. VERGANI
Manager in affitto.
Per risolvere problemi di cambiamento, crisi, sviluppo e successione. La professione del contract manager per diventare imprenditori di se stessi

Milano, Franco Angeli, 1997
Manager in affitto. Si', proprio cosi'! Non piu' manager assunti a tempo determinato.
Ma manager di alto livello che, per un periodo di tempo definito, gestiscono un'impresa, una sua parte o un progetto, trovano il loro sostituto e se ne vanno.
Una nuova professione per chi vuole diventare imprenditore di se stesso. Per chi ha una lunga professione manageriale, tanta voglia di fare ed e' stanco di operare "a libro paga", ecco la nuova figura del contract manager.
In questo libro troverete un'analisi del fenomeno temporary management in Italia, una chiara esposizione del funzionamento operativo di un intervento di temporary management e troverete anche quali sono le caratteristiche personali, le motivazioni, le competenze professionali necessarie per intraprendere questa attivita'.
Manager in affitto e' stato scritto da chi tra i primi in Italia ha creduto in questa nuova attivita'.
Da chi ha creato una delle piu' qualificate societa' del settore e che in questi 10 anni di attivita' ha gestito un notevole numero di casi aziendali problematici insieme ad un nutrito numero di qualificati e motivati manager in affitto.
Il libro su quello che sarebbe diventato il temporary management in Italia. Il libro che ha fatto scoprire il manager a tempo A. VERGANI (a cura di),
Contract Manager.
Direttore generale affittasi

Milano, Franco Angeli, 1990
Il contract manager e' una nuova figura professionale che, operando con obiettivi e tempi programmati,e' responsabile di far operare con successo all'azienda un momento di discontinuita'.
Questo e' il primo libro in Italia e in Europa che tratta in maniera completa e stimolante il tema del contract management.
E' stato scritto da chi per primo in Italia ha lanciato l'iniziativa: Angelo Vergani, fondatore di Contract Manager, insieme al suo gruppo di collaboratori.
Il testo spiega il funzionamento del servizio di contract management attraerso l'esame di storie vere di imprese che hanno affrontato situazioni di discontinuita'.
E descrive quale e' il profilo del contract manager e quali problemi si incontrano nello svolgimento dell'attivita'.
Un libro indirizzato agli imprenditori e ai top manager italiani.

E' il primo libro in assoluto scritto in Italia sul temporary management. Ha fatto scuola e sintetizza ciò che avremmo in seguito realizzato con la nostra società.
Lo sport forma il manager e anche il temporary manager ANGELO VERGANI
Fuga nella gola
Milano, Lampi di Stampa, 2004

Euro 11,00

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E´ stato pubblicato il nuovo libro di Angelo Vergani. Questa volta non di economia e management ma di narrativa.
Fuga nella gola è un libro di canoa e di altro.
Narra le avventure canoistiche compiute da un gruppo di amici del Canoa Club Milano.
È il primo libro di racconti sul mondo della canoa fluviale scritto in Italia.
Non è una guida con le descrizioni dettagliate dei fiumi, ma il racconto di fatti realmente accaduti ad un gruppo di amici accomunati dalla stessa grande passione.
Molti sono i momenti in cui le atmosfere sembrano rievocare certi fremiti da Siddharta, di Herman Hesse.
In questi dieci racconti Vergani narra, il più possibile nel dettaglio, le storie di vita vissuta da tre amici "milanesi", che da oltre venticinque anni discendono insieme i fiumi del mondo: tre uomini in canoa, appunto. Persone normalissime, con famiglie e lavoro, con figli e responsabilità, accomunati da una passione forte che spesso, nel corso degli anni, li ha portati a buttarsi dentro un fiume alla scoperta della natura e di se stessi in: Italia, Austria, Bosnia Erzegovina, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Inghilterra, Marocco, Portogallo, Russia, Scozia, Slovacchia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, Svizzera e Turchia.

E' giunto alla terza ristampa con 1.500 copie vendute
Attrazione fluviale ANGELO VERGANI
Attrazione fluviale
Pordenone, Biblioteca dell'Immagine, 2011

Euro 13,00

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Non fatevi trarre in inganno “Attrazione fluviale” di Angelo Vergani non è un libro di canoa o kayak che dir si voglia. Il vero tema, quello centrale non sono le rapide, i salti, gli agganci, i recuperi, i rischi, i gradi di difficoltà. E neppure i paesaggi che pur si aprono maestosi all’orizzonte, né gli animali, orsi, alci o aquile che popolano le rive selvagge dei fiumi discesi. Il tema centrale è l’Avventura, l’adventurus ciò che verrà. Potrebbe essere un orso, ma anche lo sguardo di un bambino, una tempesta o il sorriso di una ragazza mongola, potrebbe trovarsi in un altopiano o in una gola a migliaia di chilometri di distanza oppure dietro l’angolo di casa. L’Avventura non è un dato in sé, quantificabile in chilometri o difficoltà da affrontare, è una disposizione interiore, un’ apertura verso ciò che non conosciamo né possiamo prevedere, può essere una steppa, ma anche un obbrobrio di ciminiera costruita durante l’impero sovietico, oppure una miniera di cromo nella quale ci si imbatte, dopo una rocambolesca risalita sui pendii di una montagna causa passaggi impraticabili in kayak.
“Attrazione fluviale” è come si dice in maniera dotta un “topos”, nel quale confluiscono paesaggi, persone, situazioni che non hanno tuttavia un valore in sé, ma solo in relazione a chi le ha vissute. Non servirebbe a nulla raggiungere gli stessi luoghi sperando di rivivere le stesse emozioni. Ogni volta i luoghi cambiano perché muta l’osservatore. L’avventura è allora ovunque, sul Resia o sul Trebbia, negli occhi e nei capelli di una ragazza friulana piuttosto che nel casco di un poliziotto.
L’emozione invariabilmente è ciò che accompagna l’avventura e nel libro di Angelo Vergani le emozioni , in quanto rappresentazioni dell’anima , toccano e contagiano il lettore, appaiono improvvise, ci vengono incontro, non dobbiamo cercarle. Ora è la paura, ora la gioia, ora la meraviglia, ora la nostalgia, la compassione.
In una realtà dove le emozioni vengono evocate dal virtuale, e quindi vengono pilotate da programmi precostituiti, riscoprire il valore dell’avventura, del rischio, del confronto, evoca non solo trepidazione, suggestione, commozione, ma smuove qualcosa di più profondo che si snoda dalla schiuma del torrente giù, giù fino all’abisso della nostra anima.
Mi piace concludere con una frase tratta dal libro di Elisee Reclus “storia di un ruscello”: la storia di un ruscello è la storia dell’infinito.

febbraio 2012
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