COLTIVA IL TUO SOGNO, CREA UNA NUOVA IMPRESA INNOVATIVA
L’altro
giorno un giovane imprenditore mi ha spiegato un concetto che promulgo da
sempre e che ultimamente non ho più sentito proporre; un concetto sul quale ho
costruito la mia professione e col quale molti imprenditori, ricercatori,
professionisti, artigiani e manager hanno creato le loro fortune professionali.
“Se fai un lavoro fallo con passione puntando all’eccellenza e senza
preoccuparti della convenienza; di quanto guadagnerai e di quanta carriera
farai...” Questo è il concetto chiave che chiunque voglia lasciare un
segno e dare un contributo alla
società deve seguire. E’ con la passione che si conseguono grandi obiettivi. E’ la passione che permette di superare grandi
traguardi. E’ la passione che permette di lavorare tante ore al giorno e spesso
anche di notte. E’ la passione che ti spinge a studiare, ad approfondire, a
rischiare il proprio tempo e il proprio denaro su un progetto. Se non ci si
appassiona si rende al 20%. E se un giovane non trova qualcosa per cui
appassionarsi tutto diventa più faticoso e opaco.
Questa
è la ricetta che il giovane imprenditore mi ha ricordato. E’ lo spunto per
riflettere e per ricordare ai giovani figli di imprenditori e non che, senza la
passione, non si va da nessuna parte. E chi pratica lo sport a livello
agonistico lo sa da sempre.
Quindi,
per poter lavorare bisogna seguire la propria passione e seguendola ci si
diverte diventando dei veri specialisti. Quindi, cari giovani, abbiate
coraggio. Non lesinate gli sforzi. Non rimanete chiusi nel vostro guscio. Siate
curiosi e sperimentate fino a trovare la vostra via, il vostro karma. C’è chi
la trova presto: a cinque anni, c’è chi la trova a diciotto e chi a
venticinque. Non aspettate a trovare la vostra via a trent’anni. Certo, può capitare anche questo, ma meglio
non perdere tempo, perchè oggi, qualunque professione richiede grande
profondità di conoscenze applicate. E poi non dimenticate che le grandi imprese
che operano nell’era del web 2.0 sono state create pochi anni fa da giovani
ricercatori tra i venti e i trent’anni. E, tanto per ricordare qualche nome,
ahimè però non di italiani: Steve Jobs, creò Apple; Bill Gates Microsoft; Niklas Zennstrom Skype; Larry Page e
Sergey Brin Google. Loro sono dei geni. Va beh.., lo sappiamo, ma,
evidentemente, hanno coltivato la loro passione fin da piccoli e hanno avuto l’intuizione giusta e il
coraggio di buttarsi quando erano giovanissimi. Alcuni anche abbandonando gli
studi universitari per dar corpo al loro sogno. Ricordo il caso di un amico
imprenditore di Reggio Emilia che fu cacciato da casa dai suoi genitori perchè
a vent’anni voleva creare la sua impresa. I genitori erano comunisti veri e lui
voleva fare l’imprenditore…E l’azienda la creò davvero dando da lavorare a
diverse centinaia di persone.
Una
volta individuato il vostro filone approfonditelo, viaggiate, studiate in
Italia e all’estero. E seguitelo con intransigenza senza scendere mai a
compromessi. Gli innovatori non devono fare compromessi. Devono cambiare.
Devono rivoluzionare vecchi modelli e vecchie consuetudini. Gli innovatori
fanno fatica, sono presi in giro e ostacolati. Non abbattetevi quindi, vedrete
che il tempo vi darà ragione. E il momento buono arriverà. Il momento dei
risultati. Che saranno la prova del vostro valore. Ma i risultati non devono
essere l’obbiettivo ultimo del vostro progetto. Se l’obiettivo ultimo è la
carriera o sono i soldi, non andrete lontano! Perchè prima o poi combinerete un
passo falso e sarete vittima della sindrome del più furbo di tutti. Quello che pensa di battere (fregare) sempre gli
altri, quello che ha capito tutto solo lui, quello che ostenta, quello che
tiranneggia i suoi collaboratori. Il più furbo, prima o poi, farà un brutta
fine. Gli appassionati sinceri, i veri grandi innovatori avranno successo ma
manterranno sempre la loro modestia, la capacità di ascolto e l’autonomia dal
successo e dai quattrini.
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Il commento
L’altro giorno un giovane imprenditore mi ha spiegato un concetto che promulgo da sempre e che ultimamente non ho più sentito proporre; un concetto sul quale ho costruito la mia professione e col quale molti imprenditori, ricercatori, professionisti, artigiani e manager hanno creato le loro fortune professionali. “Se fai un lavoro fallo con passione puntando all’eccellenza e senza preoccuparti della convenienza; di quanto guadagnerai e di quanta carriera farai...” Questo è il concetto chiave che chiunque voglia lasciare un segno e dare un contributo alla società deve seguire. E’ con la passione che si conseguono grandi obiettivi. E’ la passione che permette di superare grandi traguardi. E’ la passione che permette di lavorare tante ore al giorno e spesso anche di notte. E’ la passione che ti spinge a studiare, ad approfondire, a rischiare il proprio tempo e il proprio denaro su un progetto. Se non ci si appassiona si rende al 20%. E se un giovane non trova qualcosa per cui appassionarsi tutto diventa più faticoso e opaco.
Questa è la ricetta che il giovane imprenditore mi ha ricordato. E’ lo spunto per riflettere e per ricordare ai giovani figli di imprenditori e non che, senza la passione, non si va da nessuna parte. E chi pratica lo sport a livello agonistico lo sa da sempre.
Quindi, per poter lavorare bisogna seguire la propria passione e seguendola ci si diverte diventando dei veri specialisti. Quindi, cari giovani, abbiate coraggio. Non lesinate gli sforzi. Non rimanete chiusi nel vostro guscio. Siate curiosi e sperimentate fino a trovare la vostra via, il vostro karma. C’è chi la trova presto: a cinque anni, c’è chi la trova a diciotto e chi a venticinque. Non aspettate a trovare la vostra via a trent’anni. Certo, può capitare anche questo, ma meglio non perdere tempo, perchè oggi, qualunque professione richiede grande profondità di conoscenze applicate. E poi non dimenticate che le grandi imprese che operano nell’era del web 2.0 sono state create pochi anni fa da giovani ricercatori tra i venti e i trent’anni. E, tanto per ricordare qualche nome, ahimè però non di italiani: Steve Jobs, creò Apple; Bill Gates Microsoft; Niklas Zennstrom Skype; Larry Page e Sergey Brin Google. Loro sono dei geni. Va beh.., lo sappiamo, ma, evidentemente, hanno coltivato la loro passione fin da piccoli e hanno avuto l’intuizione giusta e il coraggio di buttarsi quando erano giovanissimi. Alcuni anche abbandonando gli studi universitari per dar corpo al loro sogno. Ricordo il caso di un amico imprenditore di Reggio Emilia che fu cacciato da casa dai suoi genitori perchè a vent’anni voleva creare la sua impresa. I genitori erano comunisti veri e lui voleva fare l’imprenditore…E l’azienda la creò davvero dando da lavorare a diverse centinaia di persone.
Una volta individuato il vostro filone approfonditelo, viaggiate, studiate in Italia e all’estero. E seguitelo con intransigenza senza scendere mai a compromessi. Gli innovatori non devono fare compromessi. Devono cambiare. Devono rivoluzionare vecchi modelli e vecchie consuetudini. Gli innovatori fanno fatica, sono presi in giro e ostacolati. Non abbattetevi quindi, vedrete che il tempo vi darà ragione. E il momento buono arriverà. Il momento dei risultati. Che saranno la prova del vostro valore. Ma i risultati non devono essere l’obbiettivo ultimo del vostro progetto. Se l’obiettivo ultimo è la carriera o sono i soldi, non andrete lontano! Perchè prima o poi combinerete un passo falso e sarete vittima della sindrome del più furbo di tutti. Quello che pensa di battere (fregare) sempre gli altri, quello che ha capito tutto solo lui, quello che ostenta, quello che tiranneggia i suoi collaboratori. Il più furbo, prima o poi, farà un brutta fine. Gli appassionati sinceri, i veri grandi innovatori avranno successo ma manterranno sempre la loro modestia, la capacità di ascolto e l’autonomia dal successo e dai quattrini.
Buon sogno a tutti.
OPPORTUNITA'
Alimentare, 50 Ml Euro - Milano
plastico-meccanico, 3 Ml Euro - Est Europa
“Di PADRE IN FIGLIO”
Il gusto di fare Impresa
Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.
E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .
Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.
Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.
Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?
Il passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.
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di Angelo Vergani
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