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I casi gestiti

PROJECT MANAGEMENT: DELOCALIZZAZIONI IN CINA

 

Viene creato da zero un nuovo stabilimento in Cina

 

Problema
L´azienda opera nel settore valvole per applicazioni industriali. L´azienda ha subito alcuni anni fa una profonda riorganizzazione che ne ha aumentato la competitività e l´efficienza. I prodotti sono venduti per una parte considerevole sui mercati di tutto il mondo. Nonostante la qualità dei prodotti, l´azienda soffre della concorrenza di quelli provenienti dalla Cina per via dei prezzi molto bassi e di una qualità che sta crescendo sempre più.
Per ridurre il divario competitivo l´azienda è ricorsa all´acquisto di alcuni componenti su quel mercato, mantenendo l´assemblaggio e la certificazione di qualità presso lo stabilimento italiano. Questa strada, soprattutto per alcune classi di prodotto, sembra non essere più attuabile. La Proprietà ha maturato quindi la decisione, dopo aver effettuato alcuni tentativi non andati a buon fine, di creare una propria unità produttiva in Cina per la produzione di indicatori di livello a riflessione.

 

Soluzione
La Proprietà affida a Contract Manager S.r.l. la responsabilità di montare concretamente in tempi quanto più rapidi un impianto produttivo che coinvolga a 360° i vari aspetti dell’operazione. Contract Manager mette in campo Salvatore Accame che, dopo un´adeguata preparazione, in completa armonia con la Proprietà ed il management dell´azienda, parte per la Cina è:

1. effettua un’approfondita indagine di mercato per verificare se il tipo di prodotto che si intende andare a produrre viene gia’ prodotto, con quale qualità e chi sono i concorrenti;
2. scandaglia in lungo e in largo tutto il Paese per individuare la localizzazione più opportuna del sito produttivo;
3. stabilisce la configurazione legale, fiscale e logistica da dare alla futura società;
4. identifica e reperisce due capannoni attrezzati di tutti i servizi: acqua, gas, elettricità, vapore, allacci telefonici; ne quantifica i costi;
5. seleziona, tra gli oltre 300 profili di manager cinesi , una decina di candidati in grado di gestire l’unità produttiva con standard italiani. Ne identifica due per le posizioni di Direttore e Vice Direttore Generali della costituenda società;
6. identifica e dialoga con affidabili produttori di componenti in acciaio, di pezzi da fonderia fusi e forgiati per alimentare il futuro ciclo produttivo che non devono essere troppo distanti dal sito produttivo; reperisce prezzi di mercato per un debito confronto con quelli italiani;
7. identifica e dialoga con due tra i principali produttori di macchine utensili; visita gli stabilimenti, si fa fare offerte e scopre che i prezzi sono tra il 30 ed il 60 % meno cari di quelli italiani;
8. prende contatto con le autorità cinesi nell’insediamento prescelto e si assicura che la licenza ad operare venga rilasciata alla costituenda società cinese entro 7 giorni dalla data di presentazione accettata dei documenti predisposti in Italia;
9. seleziona uno studio legale di Shanghai che assista l´azienda nella registrazione dei propri marchi e brevetti in Cina come pure nella rogitazione in cinese dell’affittando capannone;
10. identifica due primarie società cinesi di architettura industriale d´interni per i necessari impianti elettrici, di riscaldamento e per l´arredamento degli uffic e da esse si fa preparare due diversi progetti in concorrenza;
11. prende contatti con tre Istituti di credito per l’apertura dei c/c della costituenda società;
12. attiva i contatti con una qualificata società di revisione onde farle seguire da vicino la costituenda società, quanto a tutti gli adempimenti contabili, fiscali e di bilancio;
13. individua una società specializzata nella preparazione delle buste paga;
14. verso fine missione, invita l’Amministratore Delegato dell´azienda a recarsi in Cina per verificare quanto realizzato e per dare il via alla costituenda società;
15. nell’arco della sua visita in Cina, durata solo 4 giorni a conclusione della missione, l’Amministratore Delegato dell´azienda, insieme al nostro manager:
- negozia le condizioni del capannone, da lui prescelto tra i due propostigli e firma il contratto di affitto;
- intervista e assume i due candidati prescelti;
- visita le tre banche, di cui 2 italiane e con due apre rapporti di conto su base attiva;
- si incontra con le società di revisione;
- incontra una di due società di cinesi di progettazione con cui esamina il progetto di realizzazione del capannone chiavi in mano.

 

settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.