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I casi gestiti

DIREZIONE GENERALE: CESSAZIONE ATTIVITA’

 

Una delicata dismissione gestita senza traumi

 

Problema
Un’azienda elettromeccanica lombarda operante nella componentistica per il settore automotive con un fatturato di oltre 60 milioni di euro, acquista una società di elettronica con un fatturato di oltre 20 milioni di euro, per entrare nell’after market con una nuova e più promettente tecnologia. Dopo due anni di tentativi di sviluppo con manager interni, la situazione risulta caratterizzata da:
• contenziosi con i clienti sulla qualità e sulla puntualità delle consegne;
• innovazione di prodotti ferma;
• uscita di risorse valide;
• situazione economico finanziaria critica.
La Proprietà del Gruppo decide a questo punto di rivolgersi a Contract Manager per risolvere questa situazione che diventa di giorno in giorno sempre più difficile, rischiando di compromettere anche i loro rapporti con i clienti storici.

 

Soluzione
Il Team di Contract Manager effettua un check-up che dimostra che l’azienda acquisita non ha più spazio competitivo, anzi, non c’è più la “raison d’être” dell’impresa.
La soluzione proposta è la liquidazione volontaria della società in un tempo relativamente breve, dodici mesi, con tre obiettivi cardine:
• salvaguardare la continuità del rapporto della Capo Grupo con gli importantissimi clienti comuni del settore automotive;
• non pregiudicare i rapporti con gli Istituti di credito;
• evitare ripercussioni sindacali sulla Capo Gruppo;

Viene immediatamente inserito un contract manager con la funzione di Direttore Generale.
Nel primo periodo durato tre mesi si è proceduto a:
• una gestione stralcio per garantire la continuità delle forniture migliorandone la qualità e i tempi di risposta;
• una motivazione delle persone fondamentali per la continuità immediata e per lo sviluppo di alcuni progetti futuri da sviluppare nella Capo Gruppo;
• un accordo scritto con i principali clienti sulle forniture a breve e medio termine
• una revisione dei prezzi di vendita per adeguarli ai costi di produzione rivisti con le efficienze nel frattempo introdotte, concordata con i clienti;
• una revisione dei prezzi di acquisto con i principali fornitori;
• una riduzione delle scorte con contemporaneo riapprovvigionamento per i mesi successivi all’inizio della fase di liquidazione.

Terminato questo periodo è iniziata la fase di “liquidazione stragiudiziale” che ha avuto una durata di sette mesi durante i quali:
• è stato raggiunto un accordo con il sindacato, soddisfacente per tutti, per la messa in mobilità scaglionata dei dipendenti in modo di portare a termine tutte le attività essenziali in corso, con la contemporanea ricerca di soluzioni alternative già avviate;
• sono stati mantenuti tutti gli impegni sia di consegna che di qualità con i clienti;
• è stato portato a termine un importante progetto per l’avvio della produzione di un nuovo prodotto;
• è stata infine garantita l’assistenza tecnica ai clienti per i due anni successivi alla cessazione della attività attraverso accordi con aziende terze e con la Capo Gruppo;
• è stato azzerato il magazzino.


I Risultati
• Mantenimento di ottimi rapporti con i clienti storici del settore automotive;
• rapporti con la Capo Gruppo preservati;
• nessun problema sindacale;
• continuità di rapporto con gli Istituti di credito;
• trasferimento nella Capo Gruppo di competenze, idee di nuovi prodotti e macchinari necessari;
• tempo per l’intera operazione 10 mesi risparmio di 1,5 milioni di euro rispetto al costo previsto.

La liquidazione formale è stata poi affidata ad un commercialista di fiducia della Proprietà.

 

settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.