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I casi gestiti

PROJECT MANAGEMENT: DELOCALIZZAZIONI IN CINA

 

Analisi di fattibilità per impiantare uno stabilimento produttivo in Cina

 

Problema
L’azienda opera nel settore delle pompe Industriali. I suoi prodotti sono venduti sui mercati del mondo ma gli alti costi di produzione in Italia hanno rosicchiato a poco a poco la redditività e la competitività dell’azienda. La Proprietà matura quindi la decisione di verificare al più presto la fattibilità di andare in Cina per produrre localmente una prima pompa in plastica, per esportare pompe prodotte in Italia e per importare dalla Cina componenti diversi al fine di rendere più concorrenziali le attività produttive dell’azienda in Italia.

 

Soluzione
La Proprietà affida a Contract Manager S.r.l. la responsabilità di effettuare in tempi rapidi uno studio di fattibilità di taglio operativo per la costituzione di una società in Cina 100% di proprietà italiana. Il progetto viene affidato a Salvatore Accame con i seguenti obiettivi:

a) Individuare una o più zone geografiche idonee alla localizzazione dell’impianto produttivo;
b) Identificare una o più possibilità concrete di localizzazione nell’ambito della o delle zone geografiche preselezionate per la scelta definitiva dell’azienda cliente;
c) Accertare i costi dettagliati di acquisto e di impianto di una struttura propria da costruire e di un terreno idoneo, in comodato d’uso oneroso per 50 anni, su cui costruire un capannone su misura;
d) Quantificare i costi fissi di struttura per ogni localizzazione preselezionata (energia, gas, allacciamenti, smaltimento rifiuti solidi e gassosi, telefono, internet, tasse di proprietà ecc.), costi variabili del lavoro per ogni zona prescelta (costi del personale diretto, indiretto, manageriale), i costi delle materie prime da impiegare ecc.;
e) Per tutti gli impianti e componenti (oltre 50) individuare, preselezionare e raccogliere le relative offerte da parte di primari e rinomati fornitori cinesi;
f) Verificare la fattibilità legale e fiscale del progetto;
g) Individuare e selezionare tutti i sostegni consulenziali di fiducia quali: supporti legali, fiscali, bancari, di architettura di interni ecc. onde poter operare in completa tranquillità in Cina;
h) Predisporre un piano d’azione con tempificazione precisa per la realizzazione della nuova unità produttiva cinese;


PRINCIPALI RISULTATI OTTENUTI

1) configurazione dell’assetto legale, fiscale e logistico da dare alla futura unità produttiva;
2) calcolo dei costi di struttura (amministrativi, legali, fiscali, tributari);
3) Dettagliata analisi tecnico burocratica della struttura;
4) Calcolo costi degli impianti sia per l’unità produttiva, che per le attività di trading;
5) Reperimento dati sui materiali sia per l’unità produttiva, che per le attività di trading;
6) Calcolo dei risparmi medi sulle materie prime per trading;
7) Definizione dei costi e delle modalità per l’ ottenimento delle certificazioni di qualità e di prodotto;
8) Individuazione delle disponibilità di alloggi per personale italiano in prossimità dello stabilimento;
9) Reperimento di fornitori di fusioni in ghisa;
10) Alla presenza dei quattro componenti principali del Consiglio di Amministrazione del Cliente in visita in Cina, negoziazione dei prezzi per i terreni;
11) Attivati contatti con le autorità cinesi in tutte e quattro le zone affinché le licenze ad operare vengano rilasciate alla futura unità produttiva in soli 7 giorni lavorativi dalla data di presentazione dei documenti accettati predisposti in Italia;
12) Identificazione di uno studio di ingegneria per la realizzazione degli impianti elettrici e di condizionamento degli uffici;
13) Contatti con un principale istituto di credito per far aprire all’azienda cliente un conto corrente off-shore;
14) Contatti con una primaria società di revisione per tutti gli adempimenti contabili e di bilancio;

All´analisi di fattibilità segue l´impianto del nuovo stabilimento che produrrà pompe in plastica da vendere sia in Cina sia sui principali mercati mondiali.

 

settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.