Da dirigente a Contract Manager
Quando un dirigente d'azienda pensa al mestiere di contract manager, nella sua mente si muovono e si mescolano molti aspetti. Infatti questo è un momento che catalizza elementi differenti, sia per la loro diversa natura che per il grado di conoscenza che il dirigente ne ha.Egli cerca allora di discernere gli elementi significativi e rilevanti da quelli marginali, quelli che gli sono noti da quelli ancora vaghi, quelli che riguardano la propria personalità e professionalità da quelli relativi alle modalità che regolano il rapporto di lavoro del contract manager, e tra queste ultime, in modo particolare, quelle relative alla remunerazione e alla continuità nel tempo della prestazione.
Nella nostra esperienza, il dirigente cerca innanzitutto di mettere a fuoco due elementi di conoscenza e valutazione, in un certo senso tra loro complementari: le caratteristiche di un ruolo per lui nuovo, in genere noto solo per i suoi tratti esteriori, e i connotati del proprio profilo professionale, per valutarne l'adeguatezza al ruolo di contract manager.
In altre parole la sua attenzione si focalizza - forse meglio sarebbe dire dovrebbe focalizzarsi - sui motivi di fondo, che lo portano a proporsi per questo ruolo e sulla distanza tra la posizione che ricopre, o che ha ricoperto, in azienda e quella di contract manager.
Quando poi queste iterate riflessioni e valutazioni portano il dirigente a proporsi a una società di temporary management, allora molti aspetti sui motivi sottostanti il suo orientamento emergono anche a livello verbale nel corso degli incontri, a volte in modo diretto, ma più spsso in modo implicito.



