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Turnaround - Crisi - Ristrutturazione

Questo caso è sicuramente uno dei più gettonati nella nostra storia di vent’anni di attività e lo testimoniano i dati sugli interventi effettuati dal 1989.

 

Crisi significa una situazione finanziaria di forte tensione; risultati economici molto negativi da più di tre anni; fuoriuscita delle persone chiave della società; difficoltà nell’ottenimento di credito da pare di banche e fornitori. Una grave crisi di solito sfocia in una procedura concorsuale, oppure nella perdita della proprietà della società con la cessione a terzi.
Per evitare queste due spiacevoli situazioni esiste una terza possibilità, quella del temporary management. E questo lo capirono immediatamente, nei primi anni ’90, gli imprenditori delle aziende di piccole e medie dimensioni, che stavano attraversando una situazione di crisi e non volevano assolutamente perdere il controllo delle loro società.


Contract Manager, dopo aver effettuato il check up dell’azienda, è in grado di: capire se esistono le condizioni di un risanamento; mettere a punto un piano di ristrutturazione rilancio che permetta il ritorno dell’equilibrio economico della società, attraverso l’inserimento di manager preparati e per un periodo di tempo definito. Ad operazione di turnaroud effettuata, l’azienda può riprendere il suo ciclo normale di attività senza quindi essere ricorsa alle procedure concorsuali o, peggio ancora, aver ceduto la proprietà dell’azienda a terzi.

 

KNOW HOW SVILUPPATO

Chiaro che per poter effettuare un turnaround devono esistere alcune condizioni essenziali: in primo luogo deve esserci un prodotto/servizio valido ed apprezzato dal mercato; in secondo luogo l’azienda o i marchi di prodotto devono possedere una immagine forte sul mercato, un apprezzamento da parte del consumatore; in ultimo, deve esistere una richiesta dei prodotti da parte del mercato. Queste tre condizioni rappresentano il futuro dell’azienda. Senza di esse anche il più bravo dei manager non può combinare nulla!
A seguire devono esistere le risorse finanziarie per la copertura delle perdite e per l’effettuazione del turnaround e deve esistere la volontà della Proprietà di immettere le risorse fresche necessarie all’interno dell’azienda. Senza mezzi finanziari freschi non rimane che un’unica possibilità: la cessione dell’azienda ad una nuova proprietà che ricapitalizzi, ristrutturi e quindi rilanci, puntando su prodotto, immagine e know-how distintivo dell’azienda in crisi.
Se nulla di buono esiste, non rimane che seguire le procedure concorsuali fino al fallimento ultimo della società, che ovviamente non mai è la soluzione desiderata.

 

Gli interventi in quest’area mediamente hanno una durata di 2/3 anni.

 

Guarda il grafico LIVELLO DI RESPONSABILITA'

settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.