Ottimizzazione produzione
Per competere sui mercati mondiali bisogna mettere a punto una formula produttiva e logistica che permetta di sfruttare le potenzialità offerte dai cosiddetti “Paesi Produttori”; dai moderni sistemi di trasporto; dalle tecnologie informatiche che permettono di controllare processi produttivi e logistici in località distanti anche migliaia di chilometri. Produrre non è un problema e a volte produrre nel paese di origine dell’azienda non è più l’elemento critico di successo. Dipende dai business dove si opera e dalla competizione che si deve affrontare.
Per vincere il confronto competitivo sulla qualità e sulla convenienza economica, bisogna muoversi e con grande velocità, sfruttando le potenzialità che esistono nei vari settori.
Oggi i clienti, in qualsiasi settore, richiedono maggiore qualità, in minore tempo e a costi inferiori. E dunque lo sforzo di ottimizzare tutti i passaggi dell’intera supply chain deve essere continuo, sistematico e collettivo. Deve in altre parole coinvolgere tutti gli attori, interni ed esterni, del processo, in un’azione di ricerca e studio di tutte le modalità offerte da vari attori coinvolti: dagli approvvigionamenti più o meno globalizzati, alla produzione interna o terziarizzata in Italia o all’estero; alla gestione degli stock interna o terziarizzata; alle spedizioni ormai affidate a specialisti; alla qualità e alla sicurezza.
Diversi sono stati gli interventi da noi affrontati per mettere in efficienza stabilimenti, per chiudere e trasferire all’estero unità produttive, per organizzare gli acquisti su scala nazionale utilizzando metodologie di global sourcing, per riorganizzare il ciclo dell’immagazzinaggio e delle spedizioni. Lo abbiamo fatto per aziende produttrici di macchinari, di impianti, di componenti meccanici, elettrici ed elettronici, per aziende italiane e per multinazionali presenti sul mercato europeo.
Gli interventi in quest’area hanno una durata variabile in funzione dell’ampiezza dell’incarico: da 6 a 24 mesi.





