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Ottimizzazione produzione

Per competere sui mercati mondiali bisogna mettere a punto una formula produttiva e logistica che permetta di sfruttare le potenzialità offerte dai cosiddetti “Paesi Produttori”; dai moderni sistemi di trasporto; dalle tecnologie informatiche che permettono di controllare processi produttivi e logistici in località distanti anche migliaia di chilometri. Produrre non è un problema e a volte produrre nel paese di origine dell’azienda non è più l’elemento critico di successo. Dipende dai business dove si opera e dalla competizione che si deve affrontare.


Per vincere il confronto competitivo sulla qualità e sulla convenienza economica, bisogna muoversi e con grande velocità,  sfruttando le potenzialità che esistono nei vari settori.
Oggi i clienti, in qualsiasi settore, richiedono maggiore qualità, in minore tempo e a costi inferiori. E dunque lo sforzo di ottimizzare tutti i passaggi dell’intera supply chain deve essere continuo, sistematico e collettivo. Deve in altre parole coinvolgere tutti gli attori, interni ed esterni, del processo, in un’azione di ricerca e studio di tutte le modalità offerte da vari attori coinvolti: dagli approvvigionamenti più o meno globalizzati, alla produzione interna o terziarizzata in Italia o all’estero; alla gestione degli stock interna o terziarizzata; alle spedizioni ormai affidate a specialisti; alla qualità e alla sicurezza.


Diversi sono stati gli interventi da noi affrontati per mettere in efficienza stabilimenti, per chiudere e trasferire all’estero unità produttive, per organizzare gli acquisti su scala nazionale utilizzando metodologie di global sourcing, per riorganizzare il ciclo dell’immagazzinaggio e delle spedizioni. Lo abbiamo fatto per aziende produttrici di macchinari, di impianti, di componenti meccanici, elettrici ed elettronici, per aziende italiane e per multinazionali presenti sul mercato europeo.

 

Gli interventi in quest’area hanno una durata variabile in funzione dell’ampiezza dell’incarico: da 6 a 24 mesi.

 

Guarda il grafico SETTORI DI INTERVENTO

settembre 2010
NEWS

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO
“Di PADRE IN FIGLIO”

Il gusto di fare Impresa

 

Il Premio “Di Padre in Figlio –Il gusto di fare Impresa” è organizzato da Iperion Corporate finance.

E’ promosso dalla Camera di Commercio Monza e Brianza e dalla Camera di Commercio di Milano, con il contributo tecnico di Edmond de Rothschild Sim, Deloitte e Contract Manager s.r.l.– con il supporto scientifico di AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), ALTIS dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Luigi Sturzo e il Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia .

 

Il premio è stato vinto nel 2008 dalla mantovana Trerè S.p.A., guidata da Marco Rendini, figlio del fondatore Luigi Rendini.

 

Nel 2009 il Premio è stato assegnato a Zucchetti SpA, amministrata da Alessandro e Cristina Zucchetti, figli del fondatore Domenico Zucchetti.

 

Chi nel 2010 vincerà questo prestigioso premio?

 

Il  passaggio generazionale si conferma uno tra i principali “nodi” da risolvere, considerato che il 25% degli imprenditori italiani cita la crisi attuale, il 21% il carico di lavoro, il 19% i problemi di cash flow e l’11% i problemi personali (in particolare di salute) e di successione familiare; da notare un fortunato 4% che dichiara di non avere cause di stress nel proprio lavoro.

 

- il 50% sostegno a iniziative e progetti di imprese sociali o, in generale, organizzazioni non profit insistenti nel territorio;
- il 20% miglioramento delle condizioni dei lavoratori attraverso attività di formazione e di counselling;
- il 10% progetti di conciliazione lavoro e famiglia per le donne impegnate in azienda;
- il 15% iniziative di sostegno a progetti nazionali di ricerca su patologie gravi; il 5% maggior trasparenza delle decisioni aziendali maggior attenzione alla creatività socio competitiva dei collaboratori.