INNOVARE A TUTTO CAMPO PER BATTERE LA CRISI

Sito Contract Manager, 10 Settembre 2009

Sono passati oltre vent’anni da quando ho deciso, con il supporto dei miei soci, di lanciare l’attività di temporary management in Italia. Siamo orgogliosi di aver dato origine ad un nuovo
Ci sono segnali macroeconomici di superamento del punto di minima della crisi. Li leggiamo tutti i giorni sui giornali economici e non. Infatti gli indici sugli ordinativi e sulla fiducia dei consumatori hanno invertito la rotta. Lo vediamo anche noi del temporary management e anche i colleghi dell’executive search: nei mesi di luglio e di settembre sono cresciute sensibilmente il numero delle richieste di manager da inserire stabilmente o temporaneamente nelle imprese italiane e multinazionali. Sono segnali che fanno ben sperare. Certo è che la crisi si sente ancora a livello di consumi. Il tasso di disoccupazione è tutt’ora in crescita e il ricorso alla cassa integrazione o alla mobilità, anche se ha rallentato la sua crescita, è ancora molto alto. Ne consegue che la crisi a livello di famiglie e di imprese soprattutto di piccole dimensioni si sente e non accennerà a diminuire nei prossimi mesi.

Quindi, in questa situazione di potenziale ripresa nei prossimi sei otto mesi cosa dobbiamo fare?

Semplice, anche se in pratica non lo è, dobbiamo guardare a quelle aziende, che sono calate, in termini di fatturato, meno degli altri, o che sono addirittura cresciute.

Dobbiamo guardare alle imprese illuminate che hanno messo a punto una formula a prova di crisi.

Vediamo cosa hanno fatto e cerchiamo di imparare da loro:

PRODOTTO: in primo luogo hanno puntato sul prodotto/servizio. Hanno messo al centro della loro strategia il prodotto, offrendo al mercato quello che veniva richiesto. Lapalissiano, ma spesso dimenticato.

MERCATO: hanno internazionalizzato, uscendo dai confini nazionali e da quelli europei, puntando sui mercati emergenti (Bric) o storici quali Giappone e Stati Uniti (anche se in crisi). L’internazionalizzazione è avvenuta, non per sporadica ricerca di un nuovo mercato per far fronte al calo di quello tradizionale, ma per scelta. Di diventare un’azienda globale in grado di offrire lo stesso prodotto sui principali mercati del mondo è il loro obiettivo.

MARCHIO: le aziende vincenti hanno saputo creare un’immagine consolidata che ben rappresenta l’azienda sui mercati, un’immagine che si raccorda con quella del prodotto e dalla quale trae energie per rinnovarsi e per qualificarsi continuamente.

PRODUZIONE. flessibile ed efficiente, in grado di adattarsi alle necessità del mercato e alle manovre della concorrenza: delocalizzata, terziarizzata, o concentrata in Italia in funzione delle caratteristiche del business. Una produzione che sa seguire le evoluzioni competitive.

FORNITORI: acquisti di materie prime e di servizi nei luoghi e dai fornitori in grado di garantire contemporaneamente: consegne puntuali e veloci, qualità e prezzi competitivi. Creando vere e proprie reti di partnership coi fornitori “core”.

MANAGEMENT: squadra di vertice coesa, ristretta, flessibile e veloce. Che punta al concreto, ma con visione strategica, competente e che sa eliminare le risorse che non pedalano nella direzione intrapresa. Management internazionale.

PROPRIETA’: leadership imprenditoriale visionaria, chiara, decisa, senza conflitti tra membri della Proprietà e senza il problema del passaggio generazionale. Uno solo al vertice. Il padre lascia al figlio capace, oppure il padre lascia la direzione al manager capace.

FINANZA: forte dotazione di mezzi propri e intatta capacità di indebitamento, con una grande attenzione ai costi e ai margini.

Imparare da queste aziende virtuose si può. Basta osservarle senza gli occhiali scuri, cogliendo ciò che è applicabile alla propria azienda e facendo piazza pulita dei vincoli e dei freni che rallentano il rinnovamento aziendale.

Oggi la velocità decisionale e realizzativa è fondamentale.

Mai come oggi bisogna sbagliare poco e in fretta.