COLNAGO, LA FERRARI DELLE DUE RUOTE

Il Sole 24 Ore, 11 Giugno 2005

Innovare per essere i primi, per battere i concorrenti nelle gare, ma anche nelle vendite

Incontrare Ernesto Colnago, e discorrere di aziende, di prodotti, di marketing, è un’esperienza unica. Con lui ti senti stimolato, senti che per Ernesto Colnago la scoperta non è mai finita, capisci immediatamente come mai sia uno dei protagonisti indiscussi del Made in Italy, un maestro non solo di biciclette da corsa, ma di management. Un maestro che si è fatto da sé con dedizione, con curiosità e con lo studio; un maestro di grande umanità. Un originalissimo mix di invenzione tecnologica, intuizione di marketing, chiarezza e determinazione strategica e lucidità operativa. Non ho incontrato molti imprenditori come lui. Possiamo paragonarlo tranquillamente al mitico Enzo Ferrari, che, tra l’altro, egli conobbe molti anni or sono.
Se analizziamo la storia della Colnago & C. s.r.l., possiamo individuare molti insegnamenti per gestire meglio le nostre aziende, per riprendere fiducia nelle possibilità imprenditoriali delle aziende industriali familiari italiane. Basta porsi con umiltà e con spirito di attenzione di fronte alle aziende che sono riuscite ad imporre il proprio marchio a livello mondiale; analizzarne attentamente gli ingredienti e le varie correlazioni.

Di Colnago impressiona certamente la chiarezza strategica della “business idea”. Ernesto fin dall’inizio aveva in mente una chiara visione per il futuro della sua piccola realtà: “diventare il Numero 1 al mondo” nel settore delle biciclette da corsa. La sua missione era ed è rimasta la stessa negli anni: “costruire le migliori biciclette da corsa per vincere sempre”. Su questa strategia di lungo termine ha innestato negli anni i vari ingredienti della “business idea” con coerenza e determinazione, a volte sbagliando, ma mai gravemente e mai per molto tempo, sempre mantenendo la rotta prescelta. Ecco allora spiegata la religiosa ricerca dell’innovazione vincente, un’innovazione capace di migliorare la performance delle sue biciclette. Innovare per essere i primi, per battere i concorrenti nelle gare, ma anche nelle vendite. Dal primo telaio in acciaio alla perfezione delle saldature nelle congiunzioni, alle forcelle piegate a freddo, ai telai con tubi a forma ellittica, ai telai con tubi a forma romboidale con maggiore resistenza alla torsione e unici sul mercato, all’inserimento del carbonio prima di chiunque altro, alla collaborazione con la Ferrari per la realizzazione della bicicletta in carbonio, alla forcella diritta, alla novità che verrà dal “cassetto” delle idee del Signor Ernesto e del suo staff tecnico.

L’innovazione è vincente se poi si traduce in performance migliori e in qualità realizzative ineccepibili: ecco quindi un processo produttivo controllato in ogni suo passaggio, un’esasperata attenzione ai particolari, ai piccoli dettagli. Le biciclette Colnago devono essere perfette e devono essere in grado di sopportare gli enormi stress cui le sottopongono i grandi campioni nei momenti critici delle volate forsennate, o delle salite al limite, o delle discese a cento all’ora. Le biciclette destinate agli amatori sono costruite con la stessa cura di quelle dei campioni.

Altra area di eccellenza risiede nella comunicazione e nel marketing. Se si costruiscono prodotti al top ma non lo si fa sapere al mercato, non si “sfonda” ed ecco allora le sponsorizzazioni di squadre ciclistiche con presenza di grandi campioni: Eddy Merkcx, Motta, Saronni, De Vlaminck, Fondriest, Bugno, Tonkov, Popovych… Perché è con le vittorie che si ha la visibilità mediatica; è con i campioni che si vince e si ottiene la prima pagina sui giornali; è con “l’asso di fiori”, marchio evocativo che compare sul canotto di sterzo, sulle maniche delle magliette, sui cappellini, sui caschetti, sulle scarpette dei campioni che si identifica il marchio Colnago. Ferrari ha il cavallino rampante e costruisce auto da corsa che vincono, Colnago ha l’asso di fiori e costruisce biciclette da corsa che vincono. L’unica differenza sta nel colore: le prime sono sempre rosse, le seconde variano in funzione delle squadre e delle mode. Con le vittorie alle grandi classiche e ai mondiali si allarga la nomea del marchio, dall’Italia progressivamente a ogni nazione del mondo: dalla Russia al Giappone, dall’America alla Cina. Colnago costruisce progressivamente un´organizzazione commerciale in grado di coprire ogni mercato. Un’organizzazione a volte diretta a volte in joint-venture con distributori locali. Ed ora il recente accordo di collaborazione con A-Team, uno dei più grandi poli produttivi di biciclette del mondo. Le biciclette Colnago, di fascia media, verranno prodotte in Taiwan, come del resto avviene per le bici Specialized, Treck… Un’altra scelta innovativa e coraggiosa per poter competere con chi già gode dei differenziali di costi offerti dai produttori asiatici.

Per quanto riguarda la struttura aziendale scopriamo che da sempre Ernesto Colnago si è basato su un’organizzazione agile, snella, compatta di persone di fiducia, che lavorano da anni fianco a fianco all’imprenditore. Una struttura che ha la sua forza nell’unità della famiglia, coinvolta in azienda con ben tre generazioni: fondatore, fratello, figlia, genero e nipoti. Una struttura tutta protesa alla realizzazione della visione e della missione aziendale, una struttura che lavora con dedizione, che crede nel valore dell’ascolto, nella necessità dell’innovazione continua, nel valore della qualità, nel valore della competizione. In sintesi un’azienda appassionata. Un’azienda coesa attorno al suo marchio. Ed è qui il vero cuore Colnago, la passione per il prodotto. Una passione contagiosa che fa tirar tardi la sera, per rimanere sulla cresta dell’onda. E forse, tutti noi che rincorriamo le quote di mercato e la massimizzazione dei profitti, ci siamo dimenticati che alla base di tutto ci deve essere la passione per quello che si fa, la passione per il prodotto.